Responsabili del sito: Diego Antonacci (e-mail diego.antonacci.5hh6@alice.it)  - Francesco Scaltrito

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La sede dell'Associazione è in via Zizzo n. 34 Villafranca Tirrena (Me). Telefono e fax: 090/334225. Puoi trovarci il matedì e il giovedì dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle ore 16,30 alle ore 19

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Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno

P.za S. Maria della Visitazione, 19

98042 Pace del Mela

               COMUNICATO STAMPA

 

Il MINISTERO DEI BENI CULTURALI SOLLECITA

LA SOPRINTENDENZA DI MESSINA

SULLA INCOMPATIBILITA’ SEGNALATA DALL’ASSOCIAZIONE MAN

 

Una prima risposta, all’appello lanciato, nel mese scorso, dal Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno, è arrivata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Tutela e Paesaggio, ed è significativa. Il Ministero sollecita alla Soprintendenza per i Beni Culturali di Messina  un riscontro alla richiesta di chiarimenti, inoltrata dal Dipartimento Regionale il 17/11/2011 ancora senza esito.  Il caso è noto: l’Associazione MAN ha diffidato la Società Terna dal procedere con la realizzazione dell’elettrodotto perché il progetto è in “violazione delle norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico Ambito 9 della Regione Siciliana”.  La Regione ha richiamato la Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina in merito alla piena vigenza delle norme di salvaguardia, pur in presenza di un’autorizzazione rilasciata in precedenza; ma la Soprintendenza non risponde e non si capisce perché. L’argomento è stato ripreso dal Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno nella lettera inviata al Capo dello Stato ed alle massime cariche di governo, compreso il Ministero dei Beni Culturali. Oggi è arrivata la risposta della Direzione Generale della Tutela e Paesaggio, che si aggiunge alla richiesta di intervento contenuta nella lettera inviata dal Prefetto Alecci,  agli uffici competenti, dopo l’incontro con i Sindaci, le associazioni Ambientaliste ed il Parroco di Pace del Mela.

“Riscontriamo con soddisfazione, dichiara il portavoce del Coordinamento Avv. Nino La Rosa, che le istituzioni cominciano a muoversi dopo le sollecitazioni che giungono dalle popolazioni estremamente preoccupate per i danni, alla salute ed al paesaggio ed all’ambiente, che la nuova opera provocherà nel territorio interessato.” Il coordinamento esprime grande apprezzamento per il lavoro svolto dai dirigenti dell’Associazione MAN “che ci ha consentito e ci consente di contrastare, in tutte le sedi, un progetto sbagliato che, se realizzato, stravolgerebbe gli equilibri naturali dei luoghi vissuti”.

Pace del Mela 26 ottobre 2012

 

Per ogni ulteriore informazione 3476071847

                                                     

Ufficio Stampa - F.to Franco Scaltrito

Da Villafranca Tirrena a San Giovanni Rotondo.

 

Nello scorso week end ( 18-19-20 Maggio 2012) si è svolto con successo,un pellegrinaggio di fedeli Villafranchesi a San Giovanni Rotondo, gita organizzata dall’Associazione “ I Cittadini di Villafranca Tirrena, per far visita al santuario di San Pio da Pietrelcina.

Il nostro gruppo, insieme all’'intera comunità cittadina di San Giovanni Rotondo, si è unita nella Chiesa moderna di San Pio per partecipare ad una fiaccolata dedicata al Santo, un momento di preghiera che segna l'inizio dei tanti appuntamenti culturali e religiosi che convergeranno verso le celebrazioni del centenario dell'arrivo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo (1916-2016).

 

23 Maggio 2012

 

                                             Diego Antonacci

Serro  ( foto Antonacci )
Serro ( foto Antonacci )


Presso la nostra sede sono operativi tutti i servizi di Assistenza Fiscale (CAF), di Patronato per tutte le pratiche Previdenziali e Socio Sanitarie, Assicurativi  Assistenza alle Aziende (Finanziamenti, Iscrizioni etc.), tutte le pratiche di Tutela dei Consumatori, Assistenza Legale.

Si comunica che la nostra Associazione, per venire incontro alle richieste di assistenza sulle procedure di carattere fiscale, (730, IMU, RED, ISEE, etc.) in scadenza nei prossimi mesi, ha modificato gli orari di apertura della sede con le seguenti modalità:

 

Lunedì – dalle ore 10,00 alle ore 12,00

Martedì – dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00

Mercoledì – dalle ore 16,00 alle ore 19, 00

Giovedì – dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00

Venerdì – dalle ore 10,00 alle ore 12,00.

 

*****

 

 

Villafranca Tirrena, 14.04.2012

 

                                                        Il Presidente

                                               Avv. Antonino La Rosa

Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno

P.za S. Maria della Visitazione, 19

98042 Pace del Mela

 

COMUNICATO STAMPA

Le Associazioni  e i Comitati che si oppongono all’attuale Progetto di Elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi chiedono all’Amministrazione Comunale di Villafranca Tirrena il ritiro, in autotutela, della delibera sulla strada di servizio dell’Elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi

 

Le Associazioni  ed i Comitati che contrastano il progetto di Elettrodotto Terna chiedono all’Amministrazione Comunale di Villafranca Tirrena di ritirare, in autotutela, la delibera n. 7 del 2012 adottata dal Consiglio Comunale in data 1 marzo u.s..

La variante semplificata al Piano Urbanistico è viziata da nullità perché non contiene la Valutazione Ambientale Strategica (VAS)  e non è stata effettuata la Valutazione di Incidenza.

L’obbligatorietà delle Valutazioni VIA-VAS è un aspetto di non secondaria importanza in quanto costringe le amministrazioni a valutare, in maniera approfondita, il livello di impatto ambientale degli interventi programmati.

L’Amministrazione Comunale di Villafranca Tirrena, nonostante la richiesta avanzata dalle nostre associazioni, nella fretta di assecondare Terna, ha approvato la variante semplificata (sulla quale, comunque rimangono dei forti dubbi) senza gli approfondimenti di carattere ambientali richiesti dalla Direttiva Europea 2001/42/CE, richiamata dalla Circolare 52120 del 2011 emanata dal Dipartimento di Urbanistica della Regione Siciliana.

Attendiamo, fiduciosi, il riesame del Consiglio Comunale o l’intervento dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.

Si allega: In basso, il testo della richiesta. 

Per ogni ulteriore informazione 3476071847 

Ufficio Stampa - F.to Franco Scaltrito

opposizione delibera 7 villafranca.doc
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Lettera aperta ai Cittadini di Villafranca Tirrena

Avv. Nino La Rosa
Avv. Nino La Rosa
Articolo sulla Gazzetta del Sud  (clicca per ingrandire)
Articolo sulla Gazzetta del Sud (clicca per ingrandire)

 

 

L’Associazione “I Cittadini” Villafranca Tirrena, in relazione alle voci circolanti, in ordine a presunte candidature alle prossime consultazioni elettorali comunali del 6/7 maggio p.v., comunica che le stesse sono destituite da ogni fondamento.

 

Si sottolinea che la partecipazione a competizioni elettorali costituirebbe un tradimento dei fini istituzionali della nostra associazione nonché una violazione di precise norme statutarie.

 

L’Associazione I Cittadini auspica un sereno e costruttivo confronto, in un contesto di pluralità di candidature, a garanzia di un corretto processo democratico, anche al fine di offrire le nostre riflessioni e le nostre proposte.

 

Auspichiamo, altresì, che il fervore, riscontrato in questo periodo, non inizi e si fermi al momento elettorale, in quanto, riteniamo, che la partecipazione alla vita amministrativa costituisca il dovere di ogni cittadino che ha a cuore le sorti del proprio paese.

 

La nostra associazione nasce dal Comitato per l’intitolazione della Piazza a Graziella Campagna e dall’attività a sostegno dei cittadini contro il disastro dell’ATO ME2, attività in essere ancora oggi; nel 2010 abbiamo promosso la sottoscrizione per l’eliminazione dei parcheggi a pagamento e la sottoscrizione per l’Acqua bene comune; di entrambi attendiamo ancora la risposta dell’Amministrazione Comunale; collaboriamo nei Progetti di legalità nelle scuole; abbiamo partecipato alla Settimana della Cultura 2011; continuiamo a fornire a tutti i cittadini assistenza per pratiche amministrative e fiscali (CAF), l’associazione è parte attiva del Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno; è in atto la sottoscrizione della Petizione Popolare alla Comunità Europea per la Tutela dell’Ambiente e della Salute Pubblica; presso la nostra sede si organizzano momenti di approfondimento e di aggregazione tra soci e non soci; è in pieno svolgimento la battaglia contro un non condiviso Elettrodotto Terna che incide in maniera negativa nel nostro territorio; la nostra azione (e quella delle altre associazioni collegate) ha visto arretrare la tracotanza del colosso Terna che, per la prima volta, è stato costretto a “riconoscere le criticità” ed a sedersi ad un tavolo tecnico di discussione.

  

Tutti questi elementi costituiscono, senza alcun indugio autocelebrativo, la misura del nostro impegno civile, del nostro modo di intendere l’associazionismo militante inserito nel tessuto sociale di un paese.

 

Ci ha sempre fatto sorridere la diceria che questa associazione è stata costituita per finalità elettorali; sono valutazioni becere, interessate, tipiche di parvenù della politica che, dopo avere dormito per cinque anni, si improvvisano grandi strateghi, pronti solo ad elemosinare posti in lista e voti per se o per qualcun’altro.

 

La nostra associazione ha offerto collaborazione all’Amministrazione Comunale uscente, ricevendone disinteresse e diffidenza; agli eletti del 6 e 7 maggio offriamo le nostre conoscenze ed il nostro impegno civile; sia a quelli che avranno l’onere di amministrare, sia a quelli che dovranno svolgere l’importante ruolo di opposizione. Ciò senza concedere cambiali in bianco, senza spirito di sudditanza, ma attraverso un costante confronto sui problemi e le prospettive del paese.

 

Invitiamo la cittadinanza tutta ad essere presente ed attiva sulla scena politica; a valutare attentamente i programmi e le promesse; invitiamo i cittadini a pretendere dai candidati un codice etico di buona amministrazione e trasparenza.

 

La nostra associazione è aperta a tutti quelli che vogliono partecipare e non delegare; confrontarsi a viso aperto, senza vigliaccheria; a quelli che vogliono investire il proprio tempo, le proprie capacità, il proprio entusiasmo per la promozione sociale della nostra città. Non abbiamo posti da offrire nè favori da promettere. Vogliamo programmare il futuro di Villafranca con maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini; con maggiore rispetto del territorio, che deve essere salvaguardato e riconvertito alle sue ampie potenzialità naturali; con maggiore considerazione della dignità umana nella molteplicità delle sue manifestazioni.

 

Noi siamo stati presenti dal 2007, lo siamo oggi e lo saremo domani, nei limiti del nostro essere cittadini, non professionisti della politica, per realizzare concretamente i principi di partecipazione democratica fissati nello Statuto Comunale

 

Villafranca Tirrena, 7 marzo 2012

 

 

                                                                  Il Presidente

                                                        Avv. Antonino La Rosa

 


PROBLEMATICHE TERNA

Alleghiamo una lettera, sottoscritta da diverse Associazioni e Comitati presenti sul territorio, che rivolgono un invito, al Presidente della Provincia ed ai Sindaci dei Comuni interessati all' elettrodotto Terna a 380 KV Sorgente - Rizziconi, affinchè RITIRINO in autotutela la propria firma al Protocollo d'Intesa con Terna sulla condivisione del progetto. La lettera contiene le motivazioni poste a base della richiesta.

 

Si chiede agli Enti in indirizzo di voler fornire copia della lettera anche ai Consiglieri Provinciali e Comunali cui la stessa è indirizzata.   

 

Si ringrazia e si inviano distinti saluti.

 

Per ognim ulteriore informazione si prega richiamare il 3476071847

 

per il Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno Avv. Antonino La Rosa

LA LETTERA IN PDF
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COMUNICATO STAMPA

 

I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI LANCIANO UN APPELLO AI SINDACI PER DEFINIRE L’ ANNOSA QUESTIONE DELLE BOLLETTE DELL’ATO MESSINA 2

 

E’ un disperato invito al dialogo quello lanciato ai Sindaci del comprensorio ATO ME2 dalle Associazioni e Comitati che assistono i cittadini-utenti contro il susseguirsi di bollette confuse e sbagliate prodotte dall’ATO ME 2 in liquidazione. Le associazioni contestano che la dirigenza ATO, nonostante dichiari la illegittimità delle fatture inviate negli anni per TIA, non voglia riconoscere agli utenti le somme versate in eccedenza, dal 2005 al 2010, rispetto a quanto effettivamente dovuto. Questo modo di procedere penalizza chi ingenuamente ha pagato e favorisce chi, invece, non ha versato un euro per la raccolta rifiuti. Il paradosso si raggiunge con gli avvisi inviati per gli anni 2008 e 2009: chi riceve l’avviso di pagamento può far valere i versamenti effettuati ed ottenere il credito da compensare nel 2010; mentre chi non riceve l’avviso (perché ha pagato tutte le bollette pervenute) non può chiedere la restituzione di quanto versato in più. Se a ciò si aggiunge che le fatture per il 2010 sono palesemente errate (l’Ato ha dovuto sospenderle fino al 31 gennaio 2012), e che per il 2011 alcuni comuni hanno avviato la riscossione in proprio, con tariffe diverse da comune in comune, la confusione è totale.

I Comitati e le Associazioni chiedono di avviare un tavolo di confronto per definire complessivamente tutte le problematiche anche in previsione dello scioglimento degli ATO e l’Ordinanza pervenuta in questi giorni dal Commissario delegato per l’emergenza rifiuti.

 

Ufficio Stampa

 

                                                     F.to Franco Scaltrito

 

Per ogni ulteriore informazione:

 

MNC ACAI                              3382910548

Ass I Cittadini Villafranca T.     3476071847

Comitato Contro Caro Bollette

San Filippo del Mela                   3472576436

LA LETTERA

Sig. Commissario Liquidatore ATO ME2 BARCELLONA P.G.

Spett.le SERIT SICILIA S.p.A. - MESSINA

Sig. Presidente della Regione – PALERMO

Sig. Assessore Regionale dell’ Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità - PALERMO

Spett.le Dipartimento Acque e Rifiuti Dirigente Generale Dott. Vincenzo Emanuele - PALERMO

Spett.le Ufficio Commissario Emergenza Rifiuti – ing. Domenico Michelon - PALERMO

Sig. Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana - PALERMO

On.li Deputati Assemblea Regionale Siciliana - PALERMO

Sig. Prefetto di MESSINA

Sig. Procuratore presso la Corte dei Conti – PALERMO

Garante per il Contribuente per la Sicilia – PALERMO

Tribunale dei Diritti del Contribuente – ROMA

Sigg. Sindaci Soci ATO ME 2 SpA

Sigg.ri Presidenti del Consiglio e Consiglieri Comuni ATO ME2

AGLI ORGANI DI STAMPA

                 LORO INDIRIZZI

 

Oggetto: METTIAMO LA PAROLA FINE ALLA ANNOSA QUESTIONE DELLA

GESTIONE RIFIUTI ATO ME2 SpA.-

 

 

     I sottoscritti Comitati ed Associazioni, che operano a sostegno e tutela dei cittadini – utenti dei comuni dell’ATO ME2,

PREMESSO

 

- che sin dal 2005 hanno denunciato la nullità ed illegittimità delle fatture.......(Continua - vai a: " rassegna stampa "   in alto)  

 

 

 

CI STANNO LENTAMENTE DISSANGUANDO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA

Con le festività, soppressi anche i VALORI fondanti della nostra cultura democratica

                                                                                                    

  Di questa ultima manovra finanziaria, le cose che veramente mi hanno fatto male sono la cancellazione delle feste cosiddette "laiche" 

 

  infrasettimanali.

 

  Più che le "giornate festive" credo che qualcuno che conta voglia cancellare anche la nostra memoria -penso alla Festa della Liberazione o della 

 

  Repubblica o addirittura alla Festa del Lavoro -. Credo, e come me migliaia di cittadini, che cancellando artatamente la nostra Storia, le nostre radici,

 

  non avremo un gran bel futuro. Si discuta su tutto il resto, ma non si tocchino i VALORI fondanti della nostra Democrazia che nonostante tutto -

 

  e nonostante le palesi discriminazioni fra Nord e Sud - riescono ancora oggi a tenere unito questo nostro Paese. Farli coincidere con la Domenica  

 

  significa diluire quel valore fino a farlo scomparire del tutto. E pensare che molti si erano illusi - me compreso - che si potesse celebrare e 

 

  festeggiare  anche il giorno della ricorrenza dell'unità d'Italia, per il quale tanto si è speso anche il nostro Presidente della Repubblica. Mi auguro 

 

  e spero tanto che il Parlamento blocchi anche questa ennesima vergogna. Auguri Italia.

 

                                                                                                          

                                                                                                                                                          Giuseppe Previti 

                                                                                                                                  

                                                                                                                                             Consigliere Comunale di Messina

Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno

P.za S. Maria della Visitazione, 19

98042 Pace del Mela

                

               COMUNICATO STAMPA

               Il Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno sostiene l’azione promossa dal Comitato Cittadini Pacesi per la Vita

 

Il Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno, formato dalle Associazioni e Comitati che si oppongono all’attuale progetto di Elettrodotto, esprime solidarietà e sostegno all’azione promossa dal Comitato Cittadini Pacesi per la Vita.

Le azioni poste in essere dimostrano lo stato di disperazione in cui versano i cittadini di Pace del Mela che, oltre ad essere aggrediti da un devastante progetto, si sentono abbandonati dai loro amministratori, impegnati più alla ricerca di cavilli burocratici che di avviare una seria attività di contrasto al progetto della Terna S.p.A.

Sappiamo che ogni giorno è prezioso, afferma il portavoce del Coordinamento Avv. Nino La Rosa, e pertanto vanno attuate tutte le iniziative per bloccare lo scellerato progetto che Terna si appresta ad avviare, nonostante la pendenza di diffide e ricorsi giudiziari.

Speriamo che il grido di dolore, drammaticamente esposto dai cittadini pacesi, duramente provati da malattie e lutti della propria comunità, riesca a smuovere le coscienze degli amministratori della cosa pubblica purtroppo orientati verso un finto progresso a discapito della salute dei propri concittadini e della salvaguardia del territorio.

 

Per ogni ulteriore informazione 3476071847 - 090933520

                                                   

Ufficio Stampa - F.to Franco Scaltrito

 

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Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno

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               COMUNICATO STAMPA

               CONFRONTO SERRATO TRA LE ASSOCIAZIONI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALE DEL TIRRENO E LA TERNA S.p.A.

 

Si è concluso con un nulla di fatto il secondo incontro del Tavolo Tecnico tra le Associazioni che chiedono la modifica dell’attuale progetto di Elettrodotto a 380 Kv Sorgente –Rizziconi ed i tecnici incaricati dalla Società Terna.

 

Nel corso dell’incontro, Terna ha ribadito la forte urgenza della realizzazione del progetto, dichiarando che lo stesso è stato definito nel pieno rispetto dei più stringenti criteri di salvaguardia ambientale e sanitaria. Precisando che non è possibile per questo prevedere modifiche al tracciato dell’elettrodotto già approvato. Terna ha ripercorso tutte le tappe della fase di concertazione che, partita a settembre 2005, si è conclusa a gennaio 2007 con la firma del Protocollo di Intesa tra Terna, la Regione Sicilia, la Provincia di Messina e tutti i Comuni interessati con il quale è stata condivisa la localizzazione del nuovo elettrodotto, poi autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico a luglio 2010. La Società, comunque, si è detta disponibile a effettuare interventi migliorativi della rete esistente, ad utilizzare una palificazione meno impattante sul territorio e migliorativa dell’inquinamento e uno studio condiviso degli interventi compensativi.

 

Le associazioni hanno contestato l’iter autorizzativo del progetto e l’attendibilità dei dati utilizzati ai fini della sicurezza dell’impianto, atteso che diversi studi scientifici, ma anche i dati epidemiologici della zona di Pace del Mela, zona di alto inquinamento elettromagnetico cui corrisponde un alto indice di morti per tumore, dimostrano che la sicurezza è tutt’altro che garantita dagli standards utilizzati da Terna, anche se previsti dalla legge. Le associazioni, pertanto, hanno proposto la realizzazione dell’elettrodotto parzialmente in galleria: nel tratto iniziale perché troppo vicino alla frazione Serro ed in contrasto con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e il Piano di Gestione della ZPS Monti Peloritani; nel tratto di Pace del Mela per alleggerire il groviglio di cavi posto sulla testa degli abitanti e il conseguente campo elettromagnetico, in una zona già dichiarata ad alto rischio ambientale.

 

La notizia ha creato notevole allarme tra i cittadini di Pace del Mela e della frazione Serro del Comune di Villafranca Tirrena che si sentono, ancora una volta, offesi e vilipesi dall’atteggiamento di chiusura della società Terna alle legittime aspettative delle popolazioni e preannunciano azioni eclatanti.

 

Per ogni ulteriore informazione 3476071847

                                                    

Ufficio Stampa - F.to Franco Scaltrito

 

Legambiente del Tirreno

Via Baronello, 1 – Milazzo (ME) 338 1467505   e-mail: legambientetirreno@tiscali.it

 

INVITO-COMUNICATO DEL 4 luglio 2011

Legambiente del Tirreno, dopo nove anni dalla Dichiarazione di alto rischio di crisi ambientale per la Valle del Mela non seguita da fatti concreti, stigmatizza la situazione come un vero e proprio fallimento istituzionale, e ritiene necessario riprendere le fila dell’analisi politica. Pertanto invita all’incontro pubblico che si terrà

giovedi 7 luglio 2011 a Palazzo D’Amico

con inizio alle ore 17,00, sul tema:

 

AREA AD ALTO RISCHIO DEL MELA

TRA MANCATO RISANAMENTO E PROCEDURE DI INFRAZIONE

Alla ricerca degli obiettivi, delle strategie e delle alleanze per il rilancio urgente di una politica per il risanamento del comprensorio milazzese.

 

Presiede: Pippo Ruggeri (pres. Legambiente del Tirreno)

Modera: Salvatore Gitto (consigliere comunale Milazzo)

 

Intervengono:

Enzo Parisi (resp. Dip. Industria Legambiente Sicilia)

Eugenio Cottone (pres. Ord. Chimici PA, del Cons. Naz. Chimici)

 

Conclude: Mimmo Fontana (Presidente Legambiente Sicilia)

 

 

Il pensiero di Legambiente del Tirreno

   Con la dichiarazione di area ad alto rischio, sia pure in modo contraddittorio, si è sostanzialmente riconosciuta la necessità nel comprensorio milazzese di promuovere una politica di risanamento, contro il degrado ambientale e i pericoli che affliggono la vita e la salute di migliaia di persone.

   Tuttavia a questo riconoscimento non sono seguiti i fatti consequenziali, anzi dopo nove anni possiamo dire che si è acuita la condizione di sistematica violazione delle leggi in materia ambientale favorendo una logica industriale di tipo predatorio. Così sono stati in buona misura vanificati gli sforzi di concertazione su un progetto condiviso per lo sviluppo sostenibile. Dopo nove anni le spinte positive venute dalle vocazioni turistica, agricola, florovivaistica e artigiana sono state accantonate. E lo stesso comparto industriale, che ha perduto numerose attività, con grande fatica cerca di rilanciarsi in settori trainanti, ma non riesce a dotarsi di moderne infrastrutture di servizio (pontile commerciale di Giammoro, piattaforma logistica intermodale, ecc.).

   Già in passato Legambiente del Tirreno ha sostenuto che l’inquinamento, dovuto soprattutto ai grandi impianti energetici, oltre a costituire un fattore di degrado ambientale, penalizza e condiziona lo sviluppo economico. Dunque una politica di risanamento appare più che mai indispensabile per avviare buone prospettive per un’economia integrata, capace di confrontarsi con i mercati secondo un modello di sviluppo armonico ed ecocompatibile.

   La dichiarazione di alto rischio avrebbe comportato l’obbligo della redazione di un piano con obiettivi di risanamento certi per la qualità dell’aria e per la bonifica delle acque e del suolo, e la sua applicazione per un ripristino di accettabili condizioni ambientali e sanitarie entro un periodo di cinque anni, con un effetto di liberazione delle forze sane nel campo produttivo e della legalità.

   Abbiamo invece assistito ad un periodo di demagogici proclami, durante il quale l’attenzione verso i danni all’ambiente e alla salute, è stata deviata e privata di ogni democratico sbocco verso mete positive, mentre il quadro politico e istituzionale non ha prodotto nulla di significativo.

   L’arte pseudopolitica di promuovere istituti vuoti (o di svuotarne le potenzialità minandone l’efficienza), di favorire la deregulation contro ogni sviluppo ordinato e di permettere la sistematica violazione (o l’inapplicazione) dell’intero quadro delle norme ambientali, determina la diffusione di gravi conseguenze. Una delle principali è che i soggetti che agiscono sul territorio possono impunemente derogare ai loro obblighi di legge, mentre l’illegalità diventa ordinaria, quasi un diritto acquisito. Anzi, se qualcuno, nel campo degli illeciti in materia ambientale, cerca di opporsi, viene a sua volta contestato. Mentre, nel campo avverso, è premiato con prestigiosi avanzamenti di carriera chi dimostra di riuscire a presentare i propri reati ambientali come capacità manageriali e di successo nelle comunicazione sociali.

   A questo punto, avendo perso la percezione collettiva che ci troviamo immersi in un sistema di illegalità, l’illecito è diventato una capacità professionale della quale vantarsi, magari ostentando come gloriosi risultati i frutti e prodotti dei propri reati, in ordine a qualunque forma di occupazione e devastazione territoriale ed ambientale.

Di contro nasce la necessità di una nuova cultura sociale che spinga alla legalità, all’applicazione delle normative per il controllo del territorio, in questo ed in altri settori. E’ necessario recuperare la capacità collettiva di analisi politica sul nostro territorio, l’organizzazione della società civile e l’azione delle associazioni ambientaliste

   Sono in molti che si riempiono la bocca di libertà e democrazia, ma la risposta più bella viene da una canzone di Giorgio Gaber: “La libertà non è star sopra un albero/ non è neanche avere un’opinione/ la libertà non è uno spazio libero/ libertà è partecipazione.”

   Un invito quindi alle amministrazioni ad essere aperte alle richieste della gente ed una sollecitazione ai cittadini perchè trovino il senso della collaborazione per il bene comune e per una vera partecipazione.

 

 

                                                                                                                

Legambiente del Tirreno

Il processo all'ATO 2 è stato aggiornato al prossimo 21 giugno.

 

19 Maggio 2011

Quando ancora non si è spenta in aula l'eco delle richieste di condanna formulate lunedì scorso dal pubblico ministero Francesco Massara nel processo per i falsi in bilancio realizzati ai danni dei contribuenti dall'Ato 2 per gli anni 2005 e 2006, ieri si è aperto il secondo troncone del procedimento penale sull'ipotesi di falsità in bilancio e false comunicazioni sociali per il bilancio di esercizio 2007, redatto dagli ex amministratori della stessa società d'ambito che gestisce i rifiuti nei 38 comuni compresi tra Villafranca a Brolo.
A giudizio per questa seconda tranche d'inchiesta, i tre ex componenti del consiglio di amministrazione dell'Ato 2, assieme al collegio sindacale tuttora in carica: devono rispondere di falso in bilancio e false comunicazioni sociali in relazione al bilancio di esercizio del 2007, approvato dall'assemblea dei sindaci dei comuni azionisti. Sindaci che avevano eletto e sostenuto i sei imputati e ieri in 27, su un totale di 38 comuni, non hanno esitato a costituirsi parte civile. In aula, ancora una volta, sono comparsi l'ex presidente del Cda dell'Ato, il medico Andrea Paratore, ex sindaco di Falcone in quota An, dimessosi l'11 marzo del 2009 dalla società d'ambito. Assieme a Paratore a giudizio per la prima volta anche l'ex vice presidente Stefano Salmeri, ex capogruppo di Fi al Comune di Milazzo e l'attuale vicecommissario liquidatore dell'Atro 2, Santi Gangemi all'epoca amministratore delegato della stessa società, in quota Udc, di Monforte San Giorgio. In aula, perchè anch'essi rinviati a giudizio, i tre attuali componenti del collegio dei revisori di bilancio. Si tratta dei commercialisti Salvatore Scilipoti di Barcellona, Orazio Russo di Sant'Agata e Giuseppe Patti di Rometta. Tutti devono rispondere dei conti del 2007.
Per quell'anno la Procura di Barcellona contesta agli indagati «che la situazione di equilibrio di bilancio rappresentata è stata "raggiunta" mediante l'iscrizione quali ricavi di crediti ed attività che nella realtà sarebbero inesistenti per un valore - per il solo 2007 - di 8 milioni e 495 mila euro». Somme queste relative al conguaglio della Tia del 2007 e che in realtà pur essendo iscritte tra i crediti non saranno mai riscosse anche per la reazione popolare che ha indotto sindaci e amministratori dell'Ato 2 a "rimangiarsi" le bollette, tanto che erano state notificate ai contribuenti che nel bene e nel male avevano fin qui onorato gli impegni.
Inoltre si contesta il particolare che gli amministratori avrebbe iscritto anche per il 2007 le somme frutto del buco di gestione come "da introitare" per gli anni 2005 e 2006 per un totale di 13 milioni e 176 mila euro e in realtà inesistenti, quindi falsamente iscritti a bilancio. L'operazione avrebbe consentito agli imputati di ridurre le perdite di esercizio di 8 milioni e 854 mila euro e aumentando in bilancio il patrimonio netto di 21 milioni e 672 mila, con conseguente alterazione della rappresentazione del risultato economico conseguito dall'Ato. Ieri hanno chiesto di costituiti parte civile i Comuni di Barcellona, Milazzo, Villafranca, Roccavaldina, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò, San Pier Niceto, Torregrotta, Venetico, San Filippo del Mela, Fondachelli Fantina, Spadafora, Sant'Angelo di Brolo, Patti, Castroreale, Rometta, Saponara, Basicò, Santa Lucia del Mela, Valdina, Mazzarrà Sant'Andrea, Monforte San Giorgio, Rodì Milici, Librizzi, Condrò, Montalbano Elicona, Falcone. Altri 11 Comuni hanno deciso di restare fuori. L'unica associazione di consumatori costituitasi è stata invece l'Adoc.
Il processo, diversamente dal primo troncone, è affidato ad un giudice onorario che ha accolto la richiesta della difesa i cui legali vogliono esaminare la documentazione delle richieste di parte civile. Il processo è stato aggiornato al prossimo 21 giugno.

(Fonte Gazzetta del Sud)

Serro  (Villafranca Tirrena) Fotomontaggio
Serro (Villafranca Tirrena) Fotomontaggio

PACE DEL MELA

 

 Il Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno lancia un appello agli amministratori ed a tutta la cittadinanza per l’emergenza Elettrodotto Terna

 

Il primo atto ufficiale del Coordinamento Ambientale Tutela del Tirreno è un appello rivolto ai Sindaci, ai Presidenti ed ai Consiglieri dei Comuni interessati, alla Provincia Regionale di Messina affinchè venga rivisto il progetto di Elettrodotto che, nella sua attuale prospettiva, sarebbe estremamente dannoso alla salute ed al futuro del territorio.

La lettera, inviata oggi, focalizza tutti gli aspetti critici del progetto, a cominciare dal passaggio nei centri abitati di Pace del Mela e della frazione serro del Comune di Villafranca Tirrena, al mancato rispetto delle normative introdotte dalla regione sia in tema di emergenza ambientale sia a protezione delle peculiarità paesaggistiche della zona.

Le associazioni, riunitesi in coordinamento per rafforzare la protesta, chiedono espressamente ai sindaci di rinunciare a nove milioni di euro, a tanto ammonta l’importo che Terna offre per “compensare” i danni ambientali provocati, per salvaguardare, invece, il bene supremo della salute e del futuro turistico delle proprie comunità.

L’appello è rivolto anche alle associazioni, che non hanno ancora preso posizione sul progetto, o che non intendono dire la propria opinione, su un argomento così importante, per paura di inimicarsi qualcuno.

Non possiamo accettare l’idea che, per sistemare qualche piazza o per costruire qualche piscina, si debba devastare il territorio, con tutti i conseguenti rischi che, purtroppo, nella realtà di Pace del Mela hanno avuto ed hanno una tragica concretezza.

Le associazioni non sono contro l’elettrodotto; chiedono solo che venga realizzato con tutti gli accorgimenti, che la scienza e la tecnologia oggi offre, per essere sicuro sotto il profilo sanitario e che non stravolga il territorio che ci circonda.

Il Coordinamento è aperto alla collaborazione di tutti i cittadini che sono sensibili alla salvaguardia del loro futuro.

 

Per ogni ulteriore informazione 3476071847 - 090933520

                                                    

Ufficio Stampa - F.to Franco Scaltrito

  

  

 

 

 

 

 

 

Il Coordinamento è attualmente formato da: Associazione TSC di Pace del Mela, Associazione TU.DIR.DA.I.di Pace del Mela, ‘O.M.S. Sicilia; Cittadinanza Attiva Milazzo; A.D.A.S.C. Milazzo; Associazione MAN di Messina, Associazione “I Cittadini” Villafranca Tirrena, Comitato No Elettrodotto Terna a Serro, Circolo Sportivo Nino Campanella Serro, Movimento Azzurro di Milazzo; Associazione TAT Pace del Mela; Associazione Pro Loco Pace del Mela.

Diverse Associazioni hanno chiesto di collaborare; l’elenco sarà pubblicato non appena formalizzate le adesioni; così come saranno pubblicate le modalità di funzionamento del coordinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

      

        

 

 

L’Avv. Nino La Rosa confermato Presidente

dell’Associazione “I Cittadini” Villafranca Tirrena

 

L’Assemblea ha tracciato i programmi per il futuro

Inaugurati i nuovi locali sociali

                                                             

Si è svolta il 2 Aprile u.s. L’Assemblea Elettiva Ordinaria dell’Associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena che ha confermato, per il prossimo triennio, l’Avv. Nino La Rosa alla Presidenza, confermando anche i componenti uscenti del Consiglio. L’Assemblea, considerato il notevole incremento delle attività, ha deciso di aumentare il numero dei consiglieri assegnando anche ulteriori incarichi. Alla Vice Presidenza è stato eletto Ferdinando Caprì, confermato alla segreteria Franco Scaltrito e Nicolò Catalfamo tesoriere, confermati consiglieri Nino Formica e Nino Saija con l’ingresso di Rosaria Tricomi; Salvatore Truscello rimane Revisore dei Conti. L’Assemblea ha inoltre assegnato gli incarichi di responsabile di sede a Franco Scirocco e dei servizi informatici a Diego Antonacci.

Il Presidente ha tracciato un bilancio molto positivo per l’Associazione sottolineando le attività promosse contro il caro bollette Ato, la petizione contro la privatizzazione del servizio idrico, il problema dei parcheggi a pagamento, la protesta contro l’attuale tracciato dell’ Elettrodotto Terna; attività tutte che hanno visto confermato un ruolo centrale dell’associazione nella tutela dei cittadini. “Tutto ciò, oltre a costituire motivo di soddisfazione”, ha continuato La Rosa, “ci responsabilizza sempre più e ci sprona a essere sempre più attivi nel perseguimento dei fini sociali”. Il continuo afflusso di utenti Ato presso la sede, l’ essere partner di un progetto di legalità promosso alle Istituzioni Scolastiche, la partecipazione all’organizzazione della Settimana della Cultura al Castello di Villafranca sono alcuni degli impegni immediati che riconoscono alla associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena un ruolo di tutto rilievo nel panorama dell’associazionismo del centro tirrenico. L’Associazione ha anche attivato un servizio CAF a disposizione della cittadinanza.

Alla fine dell’assemblea, alla presenza di numerosi ospiti, rappresentanti di associazioni della zona, ma anche semplici cittadini, invitati per lo svolgimento dell’assemblea aperta, sono stati inaugurati i nuovi e più ampi locali sociali con un rinfresco che, in linea con i principi di sobrietà e di consumi consapevoli sostenuti dall’associazione, è stato preparato dagli stessi soci.

Per ulteriori informazioni                     l'Ufficio Stampa

Tel 3476071847                                  Francesco Scaltrito

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA del 30/03/2011  

“I Cittadini” consegnano all'Ato Me 2 una nuova richiesta di restituzione per € 91500,00 presentata da 180 utenti

Sabato 2 Aprile l’Assemblea Elettiva dell’Associazione

 

 

L’associazione “I Cittadini” di Villafranca Tirrena, nei giorni scorsi, ha consegnato alla sede di .................Continua......Vai nella pagina Rassegna stampa in alto. 

Villafranca Tirrena
Villafranca Tirrena

Emergenza spazzatura, richiesto l'intervento della Protezione Civile Il liquidatore Re: «Nessuna proroga alle ditte incaricate della raccolta»

 

Leonardo Orlando           Barcellona 29/03/2011

La Serit non sborserà alcun anticipo di fondi per fra fronte alle richieste dei Comuni dell'Ato Me2 i quali attendevano fiduciosi per oggi l'erogazione di sei milioni di euro per fra fronte agli impegni di spesa dei prossimi tre mesi, fino all'entrata in vigore delle società consortili che sostituiranno gli Ato rifiuti.
La decisione è stata presa ieri sera dal ...................Continua......Vai nella pagina Rassegna stampa in alto.

 

ASSOCIAZIONE

“I CITTADINI” VILLAFRANCA TIRRENA

Via Zizzo n. 34 tel e fax 090334225

e mail: associttadini.villafranca@gmail.com

98049 VILLAFRANCA TIRRENA (Me)

 

L’associazione “I Cittadini” Villafranca Tirrena ha trasferito la propria sede in Via Zizzo, n. 34

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Coordinamento Contro il Caro Bollette Ato ME2 - Torregrotta

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il disastro dell’ATO ME2 è colpa degli amministratori dell’ATO

 

Il Coordinamento Contro il Caro Bollette Ato ME2, formato dalle Associazioni Consumatori Torresi Torregrotta, “I Cittadini” Villafranca Tirrena, Movimento Città Aperta Barcellona P.G., nonché da diversi Comitati spontanei sorti nel territorio dell’Ambito, esprime grande preoccupazione per le notizie, diffuse in questi ultimi giorni dalla stampa, in ordine alla chiusura della discarica di Mazzarrà Sant’ Andrea da parte di Tirreno Ambiente.

E’ il risultato di una gestione miope ed arrogante, protetta dai referenti politici, che non è riuscita a produrre un solo documento legittimo, idoneo per la riscossione delle tariffe della raccolta.

Il risultato è che ci sono utenti che hanno pagato molto più del dovuto, mentre tanti altri utenti non hanno pagato nemmeno un euro. Nel corso di questi cinque anni gli amministratori Ato, dopo avere inviato ridicole minacce, non hanno mai avviato una procedura esecutiva consapevoli di non avere le carte in regola.

La mancanza di liquidità deriva anche dal fatto che le ultime fatture, inviate dall’ATO e dalla Serit non sono state inviate ad almeno la metà della popolazione; i cittadini di interi comuni non hanno ricevuto né la richiesta di acconto di 50 € e neanche la richiesta di saldo 2008-2009. Che colpe hanno gli utenti?

L’ultimo giochino scoperto è che l’ ATO ha ceduto alla Gesenu i crediti del 2005, 2006, 2007; si tratta di “crediti inesigibili “ perchè le fatture TIA sono illegittime.

Le nostre associazioni hanno sempre suggerito agli utenti di pagare la “giusta” tariffa TARSU, approvata dai Comuni per il 2004; la stessa tariffa che adesso viene richiesta dall’Ing. Re, liquidatore dell’ATO.

Le nostre associazioni, in questi giorni sono invase da utenti che chiedono come fare a recuperare le somme pagate in eccedenza, alcuni di loro hanno un credito di oltre mille euro; questi signori hanno diritto alla restituzione delle somme o alla eventuale compensazione per gli anni successivi.

Attendiamo dai politici, dagli amministratori dell’ ATO, anche se in liquidazione, di essere consultati per discutere come uscire da questo disastro e tutelare i contribuenti.

 

                                                       Ufficio Stampa

                                                       F.to Franco Scaltrito

 

Per ogni ulteriore informazione e chiarimenti rivolgersi a:

Avv. Rosella Nastasi 3382910548

Avv. Antonino La Rosa 3476071847

Il nostro simbolo
Il nostro simbolo

Metti la tua firma contro l'istituzione delle aree di sosta a pagamento e contro l'elettrodotto terna, presso la piazza Graziella Campagna a Villafranca T., giovedi dalle ore 19,30 fino al sabato

Manifesto
Manifesto
Ricorso Terna
Frazione di Serro.
RicorsoTERNA.doc
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Documento contro i parcheggi
Documento parcheggi.doc
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ATO 2 - ULTIMA PUNTATA ?

domenica 26 luglio 2009
Emergenza rifiuti, servizio affidato ad altra ditta a Milazzo
Milazzo- Il sindaco Lorenzo Italiano ha firmato un’ordinanza – che al presente comunicato si allega - con la quale dispone, in via contingibile ed urgente, l’immediata ripresa del servizio di raccolta dei rifiuti, al fine di eliminare ed evitare inconvenienti igienico-sanitari pericolosi per la salute pubblica, a causa dello sciopero dei lavoratori della Gesenu che protestano per il mancato pagamento degli stipendi.

A provvedere alla raccolta dei rifiuti, nei giorni di sabato 25 e domenica 26 sarà la ditta Consorzio FASTECO di Sant’Agata di Militello, che già da questo pomeriggio è giunta a Milazzo con propri mezzi e personale e provvederà anche al conferimento in discarica a Mazzarrà Sant’Andrea.

Un servizio che viene effettuato – come emerge dall’ordinanza sindacale – in danno - all’Ato Me2. Il sindaco ha infatti disposto che gli uffici comunali dovranno avviare da subito “la necessaria procedura per la rivalsa delle spese, a qualunque titolo sostenute dal Comune per l’attuazione dell’ordinanza, nei confronti dell’Ato Me 2 spa di fatto inadempiente nella raccolta e smaltimento dei rifiuti nel Comune di Milazzo a mezzo dell’appaltatore affidatario del servizio”.

Al provvedimento di questo pomeriggio si è giunti al termine di ore convulse che hanno indotto il sindaco di Milazzo, ad inviare già nei giorni scorsi e sino al pomeriggio di ieri, al prefetto di Messina diverse note con le quale ha segnalato la “situazione di assoluta insostenibilità igienico-sanitaria del territorio comunale a causa del mancato svuotamento dei contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani” e al tempo stesso a diffidare l’Ato Me2 “a porre in essere con urgenza le attività di propria competenza”.

Sempre ieri in prefettura è giunta la nota del Dipartimento di prevenzione dell’Asl 5 di Messina che ha chiesto pure “urgenti interventi atti ad eliminare i gravi inconvenienti che sta provocando a Milazzo la situazione di disagio con possibile proliferazione di micro e macro parassiti ed insorgenza di malattie infettive e diffusive”.

A questo punto, nella tarda serata di ieri l’intervento del prefetto Francesco Alecci che ha inviato un fax ai sindaci di Milazzo e Barcellona, informando nel contempo Ato, Gesenu, Presidenza dell’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, i vertici delle forze dell’ordine e la procura di Barcellona, nel quale evidenzia “la necessità di compiere da subito quegli atti amministrativi di competenza dei sindaci nella loro qualità di Autorità sanitaria locale per evitare che la già significativamente grave situazione igienico-sanitaria giunga ad ancor più pericolose conseguenze, ponendo immediatamente termine alla perdurante mancata raccolta dei rifiuti dai cassonetti ubicati nelle arterie comunali”.

“Il prefetto – spiega il sindaco Lorenzo Italiano – ci ha chiesto di conoscere con immediatezza gli atti determinativi adottati anche in via sostitutiva rispetto alla Società d’ambito, e quindi mi sono attivato con l’ordinanza contingibile ed urgente  per procedere con somma urgenza alla raccolta dei cumuli di rifiuti ed al loro smaltimento, acclarato che la permanenza degli stessi lungo le strade, in presenza delle alte temperature di questi giorni sta causando disagi di natura igienico-sanitario per la salute pubblica e per l’ambiente, nonché procura turbamento dell’ordine pubblico in quanto la popolazione si trova costretta a vivere in una situazione di degrado igienico-ambientale estremamente pericoloso.

Mi auguro al tempo stesso che la vertenza dei lavoratori della Gesenu possa presto rientrare;  comprendo le loro esigenze ed il loro diritto ad una puntuale retribuzione e per tale ragione già da domani mi attiverò insieme ai colleghi sindaci di lenire il disagio delle maestranze”.

Da ultimo il sindaco ha lanciato un appello ai cittadini affinchè in questi giorni difficili evitino di abbandonare in strada rifiuti ingombranti (elettrodomestici in disuso).

“Mi appello al senso di civiltà e responsabilità dei cittadini – conclude il sindaco - affinchè limitino il conferimento nei cassonetti dei rifiuti, evitando il deposito di materiale ingombrante, magari abbandonato sul marciapiede e soprattutto procedano ad effettuare il deposito dei sacchetti dell’immondizia solo nelle ore serali della giornata di domenica – come peraltro previsto da un’ordinanza – al fine di limitare il degrado ambientale ed il rischio che a causa delle calde temperature si registrino condizioni di emergenza igienico-sanitaria”.

Avv. Rossella Nastasi
Avv. Rossella Nastasi

Ato rifiuti ed emergenza sanitaria

 

09 AGO 2009

Buon giorno a tutti, sono l'Avv. Rosa Nastasi, Presidente dell'Associazione Consumatori Torresi, che a livello locale (Provincia di Messina), da quattro anni tenta di far capire il sistema di mala gestione dei rifiuti, tentando in tutti i modi di fare proposte utili nell'interesse di tutti e di evitare l'emergenza in cui oggi stiamo piombando.
Dal 1 maggio 2005 siamo passati alla gestione ATO dei rifiuti ed alla TIA. Da lì un susseguirsi di ingiustizie a carico dei cittadini e di disfunsioni dovuti ad una cattiva politica che ha creduto di trovare un nuovo ministero nell'ATO ME 2 SpA, favorendo assunzioni ed incarichi. Tutto questo si ripercuote sulle bollette (aumentate di oltre il 300% per i privati e di oltre il 1000% per le attività) e, purtroppo, sull'ambiente. Le discariche sono quai al collasso e la differenziata è pari allo 0%...... Le isole ecologiche, ove fornite dai Comuni, non sono utilizzate dall'ATO e sono divenute discariche a cielo aperto...... I centri di stoccaggio e le piattaforme sono solo parole incomprensibili ....... ed il porta a porta non esiste. Eppure tutto questo viene fatturato e pagato in bolletta!!!!!!! Le Commissioni Tributarie di Enna - Catania e Messina hanno dichiarato illegittime le tariffe. Il TAR di CT ed il CGA di Palermo hanno dichiarato che la TIA non esiste e vige ancora il regime precedente(TARSU). La Corte Costituzionale sancisce che la TIA è uguale alla TARSU e quindi l'IVA non è dovuta...... E l'ATO continua a mandare fatture illegittime ed a richiedere il pagamento delle fatture dichiarate illegittime dalla Commissione Tributaria. Ci siamo rivolti al Garante per il Contribuente per la Sicilia, ci ha dato ragione ed ha trasmesso gli atti al Ministro delle Finanze, ma non si sa più nulla ed i cittadini continuano ad essere vessati con richieste illegittime e minacce di fermo amministrativo e pignoramento immobiliare. La stampa locale si rifiuta di dare spazio al problema, concedendo la parola ai Sindaci, soci dell'ATO, che non capiscono nulla ed al CdA dell'ATO stesso, sopprimendo ogni notizia utile per il cittadino e facendo finta che il problema non esiste..... Eppure a febbraio abbiamo consegnato al Presidente Lombardo una petizione con 10.000 firme.......
Abbiamo bisogno che l'attenzione pubblica si accorga di noi prima che arrivi l'emergenza come Napoli...........
Per contatti mi trovate al 090/9942812 - 338/2910548

Avv. Rosa Nastasi

Cassonetti maleodoranti, cumuli di spazzatura che invadono i marciapiedi, insetti e topi che scorazzano nel centro delle cittadine e strade non spazzate da settimane.
Questo il bollettino, e siamo solo all'inizio, di una situazione destinata ad aggravarsi e, probabilmente, precipitare in un'emergenza-rifiuti.
Ci sarà da sperare in un intervento del Papi-Premier come accaduto a Napoli?
Qui la situazione è, forse, ancora più complicata.
Le continue interruzione della raccolta della spazzatura sarebbero determinate dallo sciopero in bianco dei lavoratori, che rivendicano lo stipendio del mese di maggio.
A questo aggiungiamo: il malcontento popolare, in conseguenza delle richieste di pagamento della Società d'Ambito, che ha inviato i conguagli per gli anni 2005/2006; e ora, addirittura, l' invito da parte dei Sindaci rivolto ai cittadini “di non pagare l'ultimo conguaglio”.
A tal proposito, sindacati e associazioni questa sera alle ore 19 a Barcellona Pozzo di Gotto manifesteranno per chiedere, appunto, il ritiro delle bollette.

Per saperne di più...
Perché sono aumentate le bollette dopo la costituzione degli Ato?

Pagare le bollette in generale non fa piacere a nessuno, se poi sono quelle delle spazzatura e uscendo dal proprio portone di casa si deve seguire un percorso ben definito per evitare di inciampare su un sacchetto dell'immondizia non raccolto dagli operatori...il poco piacere si trasforma in rabbia, e se ancora le stesse bollette risultano aumentate, a seguito della costituzione degli Ato..scoppia il caso!
Piovono ricorsi in Commissione Tributaria, ci si rivolge al Tar, al Consiglio di Stato, il tutto per chiarire la legittimità delle richieste che appaiono troppo alte.
E tra cavilli, avvocati, ricorsi, manifestazioni di associazioni costituitesi, sono passati mesi...anni. Ma la faccenda è sempre aperta ed irrisolta.
Necessario ricordare, per i non addetti ai lavori, che, dal momento in cui sono state costituite le Società d'Ambito, i Comuni, che prima gestivano autonomamente i servizi, ciascuno con la propria competenza territoriale, non hanno più previsto alcun investimento di spesa per questo servizio. Mentre in passato partecipavano in gran misura a fronteggiarla, per cui le bollette della spazzatura a carico dei cittadini erano ovviamente più basse, con la costituzione degli Ato, invece, i Comuni, pur essendo azionisti proporzionalmente al loro numero di abitanti, non hanno più elargito un solo euro, con la logica conseguenza che il servizio offerto fosse tutto a carico delle tasche dei contribuenti.
Inoltre c'è da considerare che gli Ato hanno come compito quello di provvedere alla pulizia e raccolta dell'immondizia di più comuni (per es. l'AtoMe2 ha competenza di ben 38 comuni, ciascuno con esigenze e carico di lavoro diversi) ma la tariffa è, ovviamente, diventata uguale per tutti.
Diversificare la tariffa sarebbe stato un po' come pretendere di pagare l'erogazione di energia elettrica Enel, con tariffe diverse da un posto all'altro...e cioè un'assurdità!
Se, invece, i comuni, autonomamente come accadeva in passato, provvedessero alla pulizia e allo smaltimento di rifiuti, certamente i costi affrontati da un piccolo comune sarebbero più contenuti rispetto a quelli di un Comune più grande.
Differenza, questa, che non esiste più con la creazione delle Società d'Ambito, volute dal decreto Ronchi.
A cavallo tra il 2004 e il 2005, infatti, in tutta l’isola, sotto la minaccia del commissariamento dei comuni, hanno iniziato ad operare nuovi enti: i cosiddetti ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) previsti dal Piano Regionale dei Rifiuti.
Il nobile intento del Decreto Ronchi era quello di ottimizzare le risorse, i beni ed i mezzi al fine di ottenere una gestione economica, efficiente e trasparente dei rifiuti (e del servizio idrico), senza un aggravio dei costi per i cittadini.
Ma in Sicilia è andata diversamente.
Dei 9 ATO, uno per provincia, previsti in principio, ne sono state istituiti 27.
Con il Decreto n. 127 del 20/05/2008, l’allora Presidente della Regione, Totò Cuffaro, probabilmente ancora euforico del risultato elettorale, aveva disposto la riduzione degli ATO in Sicilia: molto rumore per nulla, poiché ad oggi non è cambiato niente.
Altra anomalia tutta siciliana: gli ATO sono Società di Capitale, e precisamente, SpA, i cui soci azionisti sono i Comuni aderenti, quindi società per azioni a tutti gli effetti, anziché consorzi di Comuni come nel resto d’Italia.
Nella maggior parte dei casi, gli ATO, svolgono soltanto un ruolo burocratico di passacarte e di riscossione delle bollette.
Non si occupano, come potrebbero, di organizzare direttamente i servizi collegati al ciclo dei rifiuti, ma li appaltano ad imprese private, moltiplicando così gli attori che operano nel sistema.
A seguito delle proteste dei cittadini, della costituzione di associazioni, dell'intervento dell'associazione dei consumatori siciliani (quest'ultima presieduta da Nicola Calabria il quale ha reso noto di aver promosso iniziative per chiedere l'ammissibilità dei referendum comunali, sia per la questione Ato che per l'annunciata costruzione dell'impianto di compressione della Snam; domenica 28 giugno a tal proposito si proseguirà con la raccolta delle firme � già effettuata a Roccavaldina � anche nei comuni di Venetico e Pace del Mela, con la costituzione di banchetti e gazebo) i Sindaci, dei vari comuni costituenti l'AtoMe2, si sono riuniti, il 16 giugno scorso, ed hanno chiesto agli amministratori rimasti in carica nella gestione della Società, e cioè all' Amministratore Delegato, Santino Cangemi (Udc) ed al Vice Presidente, Stefano Salmeri, “di conoscere dettagliatamente le motivazioni che hanno condotto il Cda della Società d'Ambito ad autorizzare l'emissione delle fatture di conguaglio, in riferimento agli anni 2005/2006, e quali eventuali maggiori costi sostenuti si dovrebbero coprire, previa l'accertamento della legittimità di quanto s'intenderebbe richiedere. E in relazione alla qualità e quantità dei servizi resi � scrivono i Sindaci nel loro comunicato � si ritiene opportuno incontrare la Gesenu (ditta che si è aggiudicata l'appalto di raccolta e smaltimento dei rifiuti per l'AtoMe2) per confermare l'inadeguatezza e l'incompletezza dei servizi prestati dall'inizio del rapporto a tutt'oggi, di cui inspiegabilmente richiede il pagamento per intero. Alla luce di quanto sopra,-continuano i Sindaci-soci - si conviene di prendere in considerazione l'eventuale rescissione del contratto che la ditta stessa ha richiesto; chiarendo che, in tal caso, sarà indetto incanto ad evidenza pubblica europea e che saranno richieste le opportune garanzie a tutela dei lavoratori già in atto impiegati nel servizio”.
La Gesenu, da parte sua, invoca “la rescissione del contratto per inadempimento” perché denuncia protratti e gravi inadempimenti da parte dell'Ato alle obbligazioni assunte con il contratto d'appalto, ma anche, con la convenzione transattiva del 17 aprile, che aveva costituito il tentativo di fissare un percorso metodico concordato per favorire l'adempimento; questi accordi, a detta della Gesenu, non sarebbero stati rispettati con il risultato che il credito vantato dalla stessa società ammonterebbe a ben 26 milioni di euro al 31 dicembre 2008, incrementatosi poi, di mese in mese, nel corso di quest'anno.
La Gesenu, pertanto, getta la spugna, ma non risparmia di accusare - nella nota inviata - i Comuni che, con l'indifferenza manifestata nel corso degli anni dinnanzi al problema, non hanno consentito di giungere ad una risoluzione, magari chiedendo approvvigionamenti dal Fondo regionale.
Colpo su colpo, quindi, tra i Sindaci, soci dell'Ato, e la Gesenu.
Dalla parte politica, ciascuno dice la sua.
Interessante e propositiva giunge la dichiarazione del Sindaco di Villafranca, Piero La Tona, il quale sostiene che “ è veramente grave continuare a prendersi in giro con documenti che da anni lasciano il tempo che trovano, senza riuscire a trovare una soluzione vera ed efficace. Riprendiamoci il servizio se ne siamo capaci -esorta la Tona- mettiamo le mani ai bilanci se veramente vogliamo aiutare i cittadini e approviamo l'aumento di capitale sociale che ci consentirebbe di uscire dal guado, ma smettiamo di indignarci solo quando arrivano le bollette, altrimenti prima ancora di essere sommersi dall'immondizia saremo sommersi dall'ipocrisia”.
Di atti concreti e non semplici dichiarazioni ad effetto, parlano anche il consigliere provinciale, Massimiliano Branca, ed il consigliere comunale di Barcellona, Piero Mirabile, che hanno invitato i Sindaci della provincia ad assumere una posizione forte per “riappropriarsi”, facendo leva sul governo regionale, della gestione del comparto rifiuti, operando magari in regime di consorzi di Comuni.
Rimproveri partono, invece, da parte di Mario Presti, anch'egli consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale afferma che l'amministrazione comunale di Barcellona, in quanto comune capofila, deve assumersi le proprie responsabilità per il ruolo che ha avuto nella composizione del CdA, nell'elezione dell'ex presidente, Paratore, e nel garantire tutte le azioni che il CdA ha messo in atto finora. Lo stesso Presti ha chiesto, come già proposto in passato dal consigliere Calamuneri, la convocazione di un consiglio comunale straordinario subito dopo l'approvazione del bilancio.
E non è finita...mentre regna il caos: discutendo e manifestando per il caro bollette, con i Sindaci contro la Gesenu, con i lavoratori, non pagati, che incrociano le braccia e l'immondizia che, nel frattempo, ci sovrasta...arriva persino la beffa!
Gli amministratori rimasti in carica all'AtoMe2, Cangemi e Salmeri, hanno pensato bene di avviare una campagna pubblicitaria per il “compostaggio”, costata 20 mila euro e finanziata con i fondi residui europei Por.
Attraverso manifesti affissi per le strade, si promette un risparmio in bolletta a coloro che ritireranno il bidone per produrre “il compost”(da utilizzare come concime organico) e separeranno i rifiuti umidi dal resto della spazzatura destinata alla discarica.
Ma ciò che aggrava ulteriormente la scelta di una campagna pubblicitaria in un momento non opportuno, è che già due anni fa si era provveduto in tal senso, promuovendo la stessa campagna pubblicitaria, quella volta in grande stile, con un costo di 230 mila euro finanziati sempre con i Por e anche in quella occasione erano stati promessi bidoni a chi ne avesse fatto richiesta.
Eppure, neanche dopo la seconda campagna pubblicitaria, i bidoni sono stati consegnati, sebbene regolarmente richiesti da numerosi cittadini volenterosi.

Nell'attesa che gli amministratori locali risolvano le questioni, l'Associazione Consumatori Siciliani non è rimasta inerte; ha presentato l’istanza di prelievo per la discussione del ricorso, presentato nel 2005, al Tribunale Amministrativo Regionale, nel quale si vuole far valere l'illegittimità delle bollette Tia(Tariffa d’igiene ambientale) oltre una serie di probabili violazioni di legge riscontrate peraltro nelle migliaia di sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Messina che ha dato un'interpretazione univoca del quadro normativo di riferimento in materia di Tariffa d'igiene ambientale.
L’associazione consumatori ha chiesto, dunque, al Tar di Catania di annullare tutti gli atti deliberativi con cui sono state approvate le tariffe della Tia sulla cui scorta l’Ato Me 2 continua ad emettere le fatture di pagamento, alla luce dei principi espressi dallo stesso tribunale amministrativo in altri ricorsi aventi ad oggetto la stessa problematica, dalle sezioni Tributarie della Sicilia e, da ultimo, per tutti i comuni aderenti all’Ato nella sentenza del Cga, i cui principi sono validi per tutti quegli Ato, come l’Ato Me 2, dove la Tia non è stata approvata dai Consigli Comunali. Se il Tar accoglierà la richiesta dell’Associazione non vi è dubbio che si arriverà alla paralisi totale dell’AtoMe2, così com’è già successo ad Enna, dove l’intero consiglio di amministrazione si è dimesso.
A questa punto, è il caso di dire: “Al Tar....l'ardua sentenza!”

Fonte: Tempostretto                                   25/giugno/2009

Ato rifiuti: la Uil fa il punto della situazione e si muove per tutelare i cittadini

 

Ancora una volta si parla degli Ato, ovvero degli Ambiti Territoriali Ottimali. Questa volta, a fare il punto della situazione, è la Uil, col suo segretario generale, Costantino Amato, il quale sottolinea come gli Ato, "avrebbero dovuto rappresentare la chiave di volta per la razionalizzazione del sistema integrato siciliano dei rifiuti". Però, a Messina, proprio come afferma lo stesso Amato, hanno dato vita ad un "gigantesco e dispendiosissimo pastrocchio politico".

Sono cinque in tutto gli Ato che avrebbero dovuto occuparsi della gestione dei rifiuti e intanto, sono tantissimi i cittadini che, dal 2005 ad oggi, sono vessati da tariffe fuori controllo a fronte di un servizio scadente. Assieme al segretario generale della Uil, interviene sulla questione anche il segretario zonale della Uil di Sant’Agata, Nunzio Musca: “A fronte del raddoppio delle tariffe – afferma Musca – i servizi offerti sono rimasti uguali o addirittura peggiorati rispetto alla vecchia gestione comunale, con un’estensione incontrollata della spesa. Per non parlare del mancato decollo del sistema di raccolta differenziata, attestatosi su percentuali talmente basse da produrre un aumento della Tia (la vecchia Tarsu, per intenderci) di più del 20 per cento, e dell’attribuzione di consulenze dai compensi spropositati che affossano sempre più i già precari bilanci societari con ripercussioni gravissime in particolare sulla gestione del lavoro e sulla retribuzione del personale”.

Secondo Amato, il fulcro del problema, sta proprio nella gestione degli Ato, che è stata a dir poco fallimentare. Infatti, questa situazione, impone una profonda riflessione e un'ammissione di responsabilità da parte di tutta la politica.

"Dopo lo sfacelo degli ultimi mesi non si capisce infatti come mai la Regione tardi ad attuare la riforma che vede la riduzione degli Ato siciliani da 27 a 10. - incalza Amato - Il presidente Lombardo, così come è intervenuto sulla Sanità, imbocchi seri provvedimenti nei confronti delle società d’ambito che ormai hanno accumulato miliardi di euro di debiti e proceda al commissariamento di tutti gli Ato, restituendo danaro e fiducia ai cittadini”.

Una ulteriore riflessione il segretario generale della Uil la dedica poi agli Ato idrici. “L’esperienza degli Ato rifiuti dovrebbe far riflettere anche sul futuro degli Ato idrici. Il rischio – afferma Amato è infatti quello di ritrovarci in pochi mesi con altri consigli di amministrazione di “trombati politici”, altre tariffe raddoppiate e altri debiti da risanare. L’acqua prezioso bene pubblico non può e non deve essere sottoposta a interessi di natura privata”.

Donatella Donato

 

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